Politica

Eccone un altro: Marchionne solo in streaming promette (ma manterrà?)

Il supermanager promette investimenti e ritira contestualmente il progetto Fabbrica Italia. Cosa attende i lavoratori del Lingotto?

La classe dirigente è sempre più orwelliana: come Monti, premier che vanta un 37% virtuale di preferenze sui media (non ci crede nemmeno lui, probabilmente: avete presente quando tutti si mettono a dire la stessa stupidaggine inventata, facendo nascere le leggende metropolitane? Bene o male, il principio è il medesimo…) ma che non può farsi vedere in giro. Non può rischiare le contestazioni della piazza, né quelle degli studenti universitari, che sgretolerebbero il gradimento dell’attuale primo ministro, riportandolo ad un più ragionevole 8-10%.

C’è un altro Grande Fratello che parla alla sua gente da una webcam: la rete viene utilizzata come spazio di sicurezza per chi ha la coscienza non proprio linda.

Marchionne rassicura la sua FIAT: la crisi ha distrutto il mercato dell’automobile, siamo tornati ai livelli del 1979, solo che la benzina costa circa dieci volte in più di allora, le assicurazioni idem. Logico che gli italiani stringano la cinghia, sono finiti i tempi in cui una famiglia di cinque persone poteva vantare un parco auto di altrettanti automezzi. Si contesta alla fabbrica di non aver investito in ricerca e sviluppo, di non rispettare i patti presi con i lavoratori.

La colpa del momento nero del mercato automobilistico, secondo Marchionne, sono da attribuire a questa crisi peculiare, più grave delle altre e che rende impossibile fare delle previsioni attendibili. Con un governo che usa i benzinai come fossero un bancomat, non è poi così difficile prevedere un continuo calo delle vendite del nuovo, a scapito dell’usato (da convertire con l’utilizzo di carburanti meno costosi, quali il gas ed il metano).

Ma leggendo tra le righe si comprende facilmente come le parole del numero uno del Lingotto siano il preludio di un nuovo e assurdo patto con gli operai, sullo stile di quell’illegittimo patto sottoscritto col referendum dei primi mesi del 2011. La Fiat non abbandonerà i suoi lavoratori, ma non può fare tutto da sola: ognuno deve fare la sua parte, dice Marchionne. Cosa chiederà adesso, lo strapagato manager che sfrutta gli operai serbi e cinesi e vorrebbe fare lo stesso con gli italiani?

 

Allo stato chiederà di agevolare l’export, ai lavoratori di farsi installare un paio di braccia in più, per incrementare la produttività. Non gli basta di aver ottenuto un contratto ad hoc per i metalmeccanici dell’azienda, sicuramente rivedrà in pejus quelle condizioni già discutibili, ottenute con la minaccia della chiusura delle fabbriche.

E quel che è peggio, è che simili individui ottengano ancora udienza dalle istituzioni. La Camusso, al tavolo d’incontro con il governo (al quale non hanno preso parte Angeletti e Bonanni, tra i due principali sostenitori del referendum fiat del 2011) ha chiesto che la Fiat dica chiaramente cosa intende fare, mentre il baluardo Landini (FIOM) ritiene opportuno che la proprietà anticipi gli investimenti, su pressione dell’Esecutivo, magari. E spunta anche la ministra Fornero:”non rivanghiamo il passato, pensiamo al futuro”. Facile, quando a dirlo è chi ha la coscienza sozza. Un po’ meno, quando il futuro è fatto di sacrifici e rinunce.

 

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Informazioni su Nico S.

Nato in Germania, siciliano d'adozione, si trova a proprio agio un po' ovunque, o forse da nessuna parte. Laureato in comunicazione, mototurista per vocazione, grappler, fotoamatore di razza Nikon. Ama il buon vino, la buona cucina, i viaggi, lo sport, non necessariamente in quest'ordine. Ha collaborato con testate online, scrivendo di politica, cultura, società e turismo sulle due ruote. Non esistono sinistre o destre, esistono uomini con le loro idee: tra queste, preferisco di certo le uniche che facciano gli interessi della gente, senza distinzione di colore politico. La sinistra lo reputa un compagno, la destra un fascista: entrambe le fazioni si sbagliano, lui ovviamente se la ride... E' solo un cittadino libero da logiche partitiche. E' solo un cittadino. Libero da logiche partitiche. E' solo un cittadino ,libero da logiche partitiche. E' solo. Un cittadino libero da logiche partitiche. Le virgole hanno sempre un loro perché... Aperto a tutto, tranne che alla stupidità e alla superficialità.

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